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01 giugno 2015

c'è un tempo

C’è un punto morto nella notte, dove fa più freddo e il tempo più nero, dove il mondo ha dimenticato la sera e l’alba non è ancora una promessa. Un tempo in cui è troppo presto 
per alzarsi, ma così tardi per andare a letto.

Robin Hobb

Altrettanto c'è un punto morto nella notte della vita, dove solo il silenzio può e deve farti compagnia.
Dove il mondo dimentica e ignora la sera di qualcuno e l'alba è la promessa di una vita futura che tarda ad arrivare.
Un tempo in cui è inutile tentare di rialzarsi, ma è tardi, troppo tardi per cancellare la stanchezza del vivere.

17 febbraio 2015

carnevalesca-mente


In questi ultimi tempi ho accumulato tanta stanchezza nella mente e nelle ossa che me ne starei molto volentieri in ozio.
Insomma oggi, rispolverando un vecchio detto (forse inteso male), sono un "carnevale".
Domani mi cospargerò il capo di cenere :(


La parola CARNEVALE deriva dal latino " carnem levare "(eliminare la carne ) che anticamente indicava il banchetto che sì teneva l'ultimo giorno di carnevale (martedì grasso), subito prima del periodo di astinenza e digiuno della Quaresima.

Il Carnevale,  era il trionfo di una sorta di liberazione temporanea della verità dominante e dal regime esistente, l'abolizione provvisoria di tutti i rapporti gerarchici, dei privilegi, delle regole e dei tabù. Era l'autentica festa del tempo, del divenire, degli avvicendamenti e del rinnovamento. Si opponeva ad ogni perpetuazione, ad ogni carattere definitivo e ad ogni bene.
(Michael Bachtin)

Durante il Carnevale, l'uomo mette sulla propria maschera una maschera di cartone.
(Xavier Forneret)


Verso la fine della vita  Tutti si tolgono la maschera. 
Allora si vede chi erano veramente .
(Arthur Schopenhauer)



30 gennaio 2015

I GIORNI DELLA MERLA

Con l'espressione “Giorni della Merla” siamo soliti identificare le tre giornate più fredde dell'anno che, secondo la tradizione, cadono il 29, 30 e 31 gennaio. Si tratta di una tradizione che non ha una provenienza accertata. Per alcuni questa espressione ha avuto origine da un leggendario episodio in cui una merla di colore bianco con i suoi piccoli uccellini, per ripararsi dal grande freddo si rifugiò in un camino e, quando venne fuori il 1° febbraio, era tutta nera, completamente ricoperta di fuliggine. Afferma la leggenda che, da quel giorno, tutti i merli furono neri.
Esiste un'altra leggenda, che ha sempre come protagonista una merla completamente bianca e la personificazione di Gennaio, freddo e gelido.
Gennaio era un mese un po' dispettoso, perché si divertiva a ricoprire il terreno di neve e gelo non appena la merla si decideva a mettere il becco fuori dalla tana per procurarsi del cibo. Stufa di questi scherzi, un anno la merla decise di raccogliere molto cibo, in modo da resistere per un mese intero chiusa nella sua tana. Gennaio, che fino a quel momento durava solo 28 giorni, si indispettì e per punire la merla, aggiunse tre giorni al suo mese e fece scendere sulla Terra il freddo, accompagnato da neve e vento. Presa alla sprovvista, la merla trovò un rifugio di fortuna in un camino e, terminati i tre giorni, ne uscì tutta nera. E fu così che i merli divennero tutti neri.

Insomma, esistono molte spiegazioni per un'espressione usata comunemente nella lingua italiana.

merlo bianco
                   


27 gennaio 2015

il giorno della memoria



Dal diario di Anna Frank
Così scriveva Anna pochi giorni prima che i tedeschi irrompessero nell' alloggio segreto....
15 luglio 1944
..."Ecco la difficoltà di questi tempi: gli ideali, i sogni, le splendide speranze non sono ancora sorti in noi che già sono colpiti e completamente distrutti dalla crudele realtà. È un gran miracolo che io non abbia rinunciato a tutte le mie speranze perché esse sembrano assurde e inattuabili. Le conservo ancora, nonostante tutto, perché continuo a credere nell’ intima bontà dell’uomo. Mi è impossibile costruire tutto sulla base della morte, della miseria, della confusione. Vedo il mondo mutarsi lentamente in un deserto, odo sempre più forte il rombo l’avvicinarsi del rombo che ucciderà noi pure, partecipo al dolore di milioni di uomini, eppure, quando guardo il cielo, penso che tutto volgerà nuovamente al bene, che anche questa spietata durezza cesserà, che ritorneranno l’ordine, la pace e la serenità. Intanto debbo conservare intatti i miei ideali; verrà un tempo in cui forse saranno ancora attuabili.
la tua Anna"
Ecco, nonostante tutto, riuscire a guardare il cielo e sperare che la durezza e la stupidità umana possano cessare...

29 novembre 2014

scorre il tempo

Nello scorrere del tempo non ci è dato di poter scegliere e fermare.
Esso continua ad andare regalandoci una varietà infinita di momenti e di sensazioni.
E quest'autunno è così intenso che vorrei poterlo trattenere.

Non v'è tristezza nella consapevolezza che l'inverno è alle porte; al contrario c'è la gioiosa gratitudine per ogni giorno di sole ben sapendo che uno scroscio violento potrebbe arrivare improvviso.
Mi lascio avvolgere dal tepore e i colori accarezzano i pensieri spennellandoli qua e là di ricordi...
La mente si distende in un crescendo tranquillo stemperandosi in dolcezze improvvise e inquietudini che adombrano per lo spazio di un soffio di vento: e le foglie cadono una ad una.
Si spoglia la natura e mostra rami secchi protesi verso il cielo.
Quanta pace in questo lento denudarsi.
Quanta serenità nel prepararsi ad accogliere la nuova fredda stagione.
Similitudini...


05 ottobre 2014

l'autunno

Non mi va di aggiungere nulla su questa stagione piena di malinconia...
Oggi io stessa mi sento autunno





16 aprile 2014

basta un germoglio

Quando non riesci in alcun modo a indossare un sorriso e ti sforzi affinché tutto appaia normale.
Quando non c'è musica che che possa carezzare il tuo udito e da lì trovare un cunicolo per arrivare fino all'anima.
Quando tutto diventa greve e d'improvviso ti accorgi che la delicatezza del tuo sentire sa trasformare in poesia la cosa più banale e ti basta vedere spuntare un germoglio attraverso l'asfalto per riprendere a camminare in modo più spedito...




10 aprile 2014

cammino...


Cammino su erbe lussureggianti di insetti, fastidiosi momenti da scacciare  con manate simili a pale di mulini a vento.

Grigiore del cielo oscurato da pensieri grevi, nubi che non sanno piovere e serbano scariche di elettricità.

Brontola in sordina la rabbia dell'impotenza.





15 gennaio 2011

quale miracolo?


Quel  freddo mattino di gennaio mi riservava una grandissima sorpresa.
La sera precedente ero andata a letto con il morale sotto zero causato da una sottile e persistente sensazione di sconfitta e con la convinzione che la mia vita era stata cambiata in un attimo.
Non pregavo da tantissimo tempo perché il mio credo si è trasformato gradualmente avviandosi sempre più verso l’agnosticismo.
Forse il dolore acuto o la disperazione mi fece scoppiare in lacrime e, nascosta sotto la coperta, supplicai la Madonna della Madia dicendole:
“non ti ho mai chiesto nulla, ti ho portata comunque nel cuore, adesso ti supplico di farmi camminare”.
Al mattino, armata di buona volontà, mi sono messa in ordine e poi ho cercato di rifarmi il letto ( non mi piaceva come lo rifacevano gli infermieri).
Arrancavo per passare da una parte all’altra quando un pensiero ha squarciato la mente: e se la Madonna della Madia mi avesse ascoltata?
Così ho assunto la posizione eretta senza allontanarmi dal letto nel timore di cadere e ho tentato qualche passo senza tutori.
Il cuore quasi mi scoppiava nel petto!
Avevo mosso tre passi da sola.
Mi sono seduta sul letto  e ho pianto di gioia.
Quindi potevo continuare a metterci tutta la volontà per cercare di superare le difficoltà, non curandomi del dolore .
Qualche progresso è stato fatto ma ogni notte è un tormento perché nessuna posizione di riposo va bene e ogni mattina occorre un grosso impegno e il coraggio della sofferenza per avviare i primi passi.
Poi gironzolo per casa a passo di lumaca appoggiandomi alla stampella.
Zoppicando cerco di riprendere il controllo della casa dopo mesi di totale abbandono.

Madonna della Madia

17 marzo 2010

linea piatta

Ho appena risolto un fastidioso problema, un'ennesima seccatura.
Me ne sto qui, chiusa nella mia stanza,sola con i miei pensieri.
Vedo scorrere piccole istantanee catturate dalla mente.
E' uno srotolarsi lento...
Non mi sorprendo nemmeno più di non provare emozioni nel ripercorrere certe tappe.
La vita emotiva sta diventando una linea piatta.
Mi avvolge un senso di gelo: è la primavera che per me non tornerà mai più...



15 settembre 2009

madre terra

Più passa il tempo e più la mia mente si confonde, si perde.
Lavora silenziosa rifuggendo la parola.
E, per quanto inspiegabile possa apparire, impone al corpo di muoversi e di stancarsi.
Attraverso la stanchezza fisica essa accarezza la speranza di oblio.
Così, nonostante la mia inesperienza, mi sono data anche al lavoro dei campi.
Un'esperienza di fatica, di sole, di caldo, di luce, di silenziosa compagnia, qualche risata.
E vento e quiete nella sera aspettando il freddo chiarore della luna.
Sensazioni di pace che fanno dimenticare la fatica delle braccia, il sudore che brucia cadendo negli occhi, la pelle completamente rovinata nonostante la massima protezione solare.
Madre terra si è messa in comunicazione con la mi anima solitaria...




Immagine dal web


23 maggio 2009

anomalie meteo?

Che tristezza!
Già di mio sto diventando pigra e mi concedo raramente momenti di svago all'aria aperta, ma questa pioggia continua e questa primavera che non vuole arrivare contribuiscono non poco tarparmi le ali.
A quando un po' di sole?


19 maggio 2009

Metamorphosis



In questo momento sereno,  in questo momento atteso e ricercato con forza, respiro il tepore di un  sabato sera di maggio.
Osservo i fiori nei vasi, i bimbi che giocano, il cielo limpido.
Salgono alla mente altri cieli, altri momenti vissuti: attimi di felicità che si annodano come glicini e ondeggiano nell'aria.
E mi sento bruco strisciante, mi chiudo quieta nel bozzolo, mi libro in volo e divento farfalla.
Istantanee della mente e del cuore, metamorfosi di attimi di vita...




10 settembre 2008

paura di...

Proseguendo il mio cammino, inceppando qua e là, annaspando su mezze verità e molte delusioni, penso che sia opportuno fare il vuoto dentro.
Penso sia utile azzerare le conoscenze pregresse, pur non dimenticandole.
Cancellare quello che è fuori di me e che in vario modo ha influito sul mio pensiero.
Ripartire dall'ascolto dei miei bisogni per scoprire se vi siano strade nuove, strade inesplorate atte al raggiungimento di qualcosa.
Già, ma cosa?!
E' così grande lo spazio fuori di me che vorrei spiccare il volo.
Ma la stessa immensità mi fa rattrappire, mi  spaventa.
Rimango immobile, sospesa nel vuoto: l'anima vorrebbe lanciarsi,
ma il corpo si aggrappa alla roccia.


10 maggio 2008

associazioni mentali

Vi è mai capitato di  fare associazioni mentali inaspettate?
Credo di sì!
Non intendo scomodare Locke con la sua Associazione di idee, né addentrarmi in disquisizioni filosofiche sul perché i criteri con cui i pensieri vengono formulati siano diversi da quelli usati nell’espressione verbale delle idee. 
Le idee vengono legate le une alle altre in modo apparentemente illogico, per caso, per consuetudine, o secondo criteri complessi.
Quando un’idea viene alla mente essa ne richiama immediatamente un’altra attraverso questi legami.

03 febbraio 2008

Il mio silenzio

Munch - L'urlo


Ho voglia di urlare!

Ho bisogno di urlare!

Non ho voce.

Il mio silenzio è assordante.

E la mente scoppia...









01 settembre 2007

scrivere

Non so spiegarmi il perché di tante cose.
Se fossi spiritosa direi:
- e ti meravigli di ciò? sei grulla, tutto qui!
Vorrei scrivere, appuntare qualche idea.
Il fatto è che l'azione dello scrivere comporta il  dover seguire il filo dei propri pensieri.
Se sono carichi di elettricità come le nuvole che finalmente oggi lasciano cadere la pioggia tra fulmini e tuoni, forse è meglio aspettare che l'aria rinfreschi, che l'elettricità si quieti.
Vorrei uscire sotto la pioggia, sola, senza occhi indiscreti e improvvisare una danza liberatoria.