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26 ottobre 2005

13 ottobre 2005

il sesto senso

Se qualcuno fosse ancora convinto che le donne hanno un senso in più,
la scienza ha pensato bene di smentire con studi e ricerche.
Infatti risulta che:


<Il sesto senso è nella corteccia cingolata>
E' una sede decisionale del cervello, ovvero il circuito che ci aiuta
a formulare scelte cruciali, ben ponderate perchè questa corteccia
è crocevia tra ragione ed emozioni nonchè sede di ragionamenti
complessi. […]

Interessante articolo pubblicato su
La Gazzetta del Mezzogiorno



12 ottobre 2005

Vita della mia vita...

Vita della mia vita,
sempre cercherò di conservare
puro il mio corpo,
sapendo che la tua carezza vivente
mi sfiora tutte le membra.

05 ottobre 2005

colori d'autunno



stemperati colori, mezzi toni, struggente bellezza dell’autunno;
e l’animo ne assorbe l’essenza…

 

13 settembre 2005

Questa notte

  Va bene
  Sono morto.
  E se non è così, allora spiegami
  dov'è la mia vita
  che hai preso
  strappato in tanti frammenti
  solo ricordi
  che mi getti al vento
  di non so quale stagione.
  Qualche volta
  i Tuoi occhi
  mi fanno ancora sognare
  ma se è così...
  ...allora sto solo dormendo
  sto solo...
  Non dirmi niente
  che potrei svegliarmi.

                        AM
  (Raccolta nel web)

12 settembre 2005

Paura d'invecchiare?

Qualche tempo addietro, qualcuno mi ha detto che sto attraversando una crisi tipica di chi ha paura d’invecchiare.
Ora, non sono in grado di analizzare tutte le sfaccettature, ma provo a riflettere su due punti:
- dare una svolta decisiva al mio vivere quotidiano;
- continuare ad accogliere gli eventi come capitano, mantenere lo status quo.
Nel primo caso significherebbe porre in essere una tensione continua per aspirare a qualcosa di molto grande, impegnare ogni energia per raggiungere la meta.
E, sinceramente, questo non mi sembra aver paura d’invecchiare. Anzi, mi sembra ritrovare una vitalità nascosta o male incanalata.
Nel secondo caso, invece, significherebbe continuare a vivere le inquietudini, gli alti e bassi dovuti ad  eventi esterni o a persone che, in qualche maniera, interagiscono con la mia vita.
Vivere gioie,  delusioni, dolori, ansie come sempre, senza però riuscire a controllare nulla o almeno a finalizzare l’ondata di emozioni.
Non mi sembra che questo secondo modo rappresenti una eterna giovinezza.
Forse, sbaglio e forse no.
Certo, sentirsi vivi perché ogni dolore ti squarcia il petto, perché ogni gioia ti allarga il cuore, ogni emozione ti fa vibrare… è facile sentirsi vivi in questo modo. Ma è anche un lasciarsi vivere, un lasciarsi trascinare dalla corrente degli eventi, equivale a sentirsi una barca senza remi.
Il primo caso mi sembra molto difficile, ambizioso. Una scelta che spesso crea il vuoto intorno; ma non mi sembra una scelta da rinunciataria, né la paura di affrontare il naturale epilogo della vita di ogni creatura vivente.
Che labirinto la mente umana!



01 settembre 2005

abbagli...

La bellezza delle cose esiste nella mente di chi le osserva.
                                                                                  (Hume)







Ecco, forse per questo motivo spesso ho preso abbagli!

24 agosto 2005

pausa


Ti ho lasciato solo a lungo perché avevo bisogno di riflettere, di non raccontare neppure a te gli eventi che hanno segnato questo periodo della mia vita.
Sono tornata, ma non so raccontarti nulla, è come se non avessi energie sufficienti, o forse i pensieri non sono ancora ben definiti; ma non c’è fretta, non può esserci fretta per scavarsi nell’anima.
Ho imparato che se si forza la mano, i pensieri si distorcono, si perde lucidità e obiettività.
Pertanto, mio piccolo blog, rimango ancora un poco in ascolto; vorrei potermi ascoltare in un luogo di pace, lontana da tutti, immersa nel silenzio…
A presto!



20 luglio 2005

Il ruscello

C’era una volta un piccolo, fresco, ridente e cristallino ruscello che scendeva canticchiando di rupe in rupe. Era come un bimbo: curioso e monello. 
Aveva tanta voglia di esplorare e si intrufolava ovunque fosse possibile. La sua allegria contagiava ogni pianta che lambiva, ogni bestiola che dissetava; salutava tutti con la sua risatina gorgogliante e fuggiva via.
Era felice di scorrere ammirando alberi resi rigogliosi dalla sua acqua e di rubare i colori ad ogni oggetto che in esso si specchiava.
Così fresco e ridente sembrava che fosse amato da tutti.

08 luglio 2005

Il mondo

Dopo i fatti di ieri a Londra, avrei preferito tacere in segno di rispetto per le vittime di questo detestabile scontro di civiltà, per questo terrorismo senza frontiere.
Tuttavia, quasi a dimostrare che il mondo pare non debba mai cambiare, pubblico alcuni versi scritti dal fiorentino  Pieraccio Tedaldi
(1290 – 1350).


IL MONDO

[…]


   Amico, il mondo è oggi a tal venuto,
che poco valci amore o caritade
e molto rara ci è la lealtade
e più la fè, se Iddio mi sia in aiuto.
   Ché ‘l piccol dal maggiore è sì spremuto,
che a udirlo è una gran piatade,
e non si trova in bocca veritade
al giovane, al mezzano o al canuto.
   E se Iddio non ci pone la sua mano,
io veggo il mondo in sì fatta fortuna,°
che la fè perderà ciascun cristiano.
   Donna del ciel, del sole e della luna,
pregate il vostro Figlio prossimano*
che mandi via da noi questa fortuna,
e che non guardi a la nostra malizia:
per Dio, misericordia e non giustizia!

[…]
° in tale condizione;
* vicino a Voi

07 luglio 2005

diete

Il fine giustifica i mezzi? 
Se ho qualche chilo in più sono una cattiva cristiana? 

no comment! 


Non si vive di solo pane: è il motto di milioni di americani in sovrappeso
che hanno tolto i carboidrati dai loro pasti. Ma ora l’ulima moda in fatto
di dieta lli spinge a chiedersi : Che cosa mangiava Gesù?  Questo è il
titolo di uno dei tanti libri sull’argomento che stanno spuntando nelle
librerie statunitensi.

05 luglio 2005

Stanotte l’amore è muto


Tacciono i boschi e i fiumi,

e 'l mar senza onde giace,

ne le spelonche i venti han tregua e pace,

e ne la notte bruna

alto silenzio fa la bianca luna:

e noi tegnamo ascose

le dolcezze amorose:

Amor non parli o spiri,

sien muti i baci e muti i miei sospiri.

                                             T.Tasso  

                                        

03 luglio 2005

Infallibilità del papa

Perché si dice che il Papa è infallibile?L’infallibilità del Papa è un dogma sancito nel 1870 dal Concilio Vaticano I.
Sostiene che il Pontefice, in qualità di guida suprema della Chiesa cattolica e forte di un’assistenza divina, non può commettere errori di giudizio o sbagliare.
Il Papa, tuttavia, secondo i cattolici, non è infallibile in ogni circostanza, ma solo quando parla “ex cathedra”, cioè quando si esprime in via ufficiale e solenne, e solo su temi limitati alla fede e alla morale.
In tutti gli altri casi, anch’egli può compiere errori.
Non tutti i papi hanno però fatto ricorso al dogma dell’infallibilità. Anzi è stato usato in via eccezionale, per esempio da Pio XII nel 1950, riguardo alla conferma “della resurrezione corporale di Maria”.
In ogni caso, quando il Papa decide di farne uso, proclamando una verità di fede, quest’ultima diventa incontestabile per tutti i credenti.
(da Focus)



01 luglio 2005

Il deserto dei Tartari

Fino allora egli era avanzato per la spensierata età della prima giovinezza, una strada che da bambini sembra infinita, dove gli anni scorrono lenti e con passo lieve, così che nessuno nota la loro partenza.
Si cammina placidamente, guardandosi con curiosità attorno, non c'è proprio bisogno di affrettarsi, nessuno preme di dietro e nessuno ci aspetta, anche i compagni procedono senza pensieri, fermandosi spesso a scherzare.

29 giugno 2005

colombe

Non mangia che colombe l'amore, e ciò genera sangue
caldo, e il sangue genera caldi pensieri e i caldi pensieri
generano calde azioni, e le calde azioni sono l'amore.
                                                                         
                                                                         
William Shakespeare

                       


Tamara De Lempicka
 Femme a la colombe

23 giugno 2005

Blues in memoria

Fermate tutti gli orologi, isolate il telefono,
fate tacere il cane con un osso succulento,
chiudete i pianoforti, e tra un rullio smorzato
portate fuori il feretro, si accostino i dolenti.

incrocino aeroplani lamentosi lassù e
scrivano sul cielo il messaggio: lui è morto,
allacciate nastri di crespo al collo bianco dei piccioni,
i vigili si mettano guanti di tela nera.

lui era il mio nord, il mio sud, il mio est ed ovest,
la mia settimana di lavoro e il mio riposo la domenica,
il mio mezzodì, la mezzanotte, la mia lingua, il mio canto;
pensavo che l’amore fosse eterno: e avevo torto.

non servon più le stelle: spegnetele anche tutte,
imballate la luna, smontate pure il sole,
svuotatemi l’oceano e sradicate il bosco,
perché ormai più nulla può giovare.

                                       
Wystan Hugh Auden

22 giugno 2005

alla luna

E’ così difficile cancellare la tua carezza sul suo corpo, luna?
Compagna silenziosa e complice di una veglia segreta,
allunga, ti prego, le tue lunghe dita sui miei occhi,
rubami i sogni racchiusi tra le ciglia, strappa le dolci
immagini di lui custodite con cura dalle palpebre.
I tuoi freddi baci, luna, attenuino il ricordo delle sue labbra…




21 giugno 2005

bacio

Ti bacerò nel buio,
senza che il mio corpo tocchi
il tuo corpo.
-Abbasserò le tende,
ché neanche la nebbia entri
dal cielo-.
Ché nella morte assoluta
di tutto, esista solo,
nuovo mondo, il mio bacio.


                          
  Juan Ramòn Jimenez




Gustav Klimt - il bacio

20 giugno 2005

ci penserò domani...

Rieccomi...
Un grazie sincero ai viandanti che si sono fermati a leggere e riprendo il cammino...
Scarto l'idea di parlare di qualcosa che mi fa star male, ma non perchè voglia fare lo struzzo; è che sono allibita di fronte al propagarsi della violenza e al fatto che spesso, troppo spesso, si rimanga indifferenti... ispirandomi a "Via col vento" borbotto:
ci penserò domani!




11 giugno 2005

Vacanza

Lascio per qualche giorno questo angolino.
Non sarà una vera vacanza, ma una pausa di necessità. 
Ma tanto vale, giocare con le parole anche oggi...

Vado
Allargando le braccia
Come
Aliante
Nello spazio
Zigzagando.
Arrivederci!




10 giugno 2005

L'ape annerita


leggenda greca -Rodi

    In principio l'ape era bianca come il cotone, ma più tardi il diavolo le cambiò il colore.
Era il tempo in cui Adamo conobbe la prima volta Eva, la sua donna, e perchè la conoscesse, il diavolo gli venne in aiuto... Quando l'ape vide il peccato commesso dalla prima creatura, ritenne di far bene a volare da Dio per dargliene notizia.

    Il diavolo, che indovinò il suo proposito, non perdette tempo: Impugnò una fiaccola accesa e la seguì per imedirglielo. Ma l'ape fu sfiorata soltanto dall'orlo della fiamma, e ne rimase appena un pochino annerita, così com'è ancor oggi.

     Dio volle premiare la sua buona volontà e ordinò all'uomo di fabbricare le candele per la chiesa soltanto con la cera prodotta da lei. L'ape aveva dimostrato d'essere migliore degli altri; perciò anche la sua cera viene considerata fra le materie più nobili.

  

09 giugno 2005

la tela del ragno

Ho cancellato in un colpo le rime sgorgate dal cuore: non erano poesia.
Ho provato a riscrivere sospinta dalla nuova tempesta, ma mi sono fermata ad ascoltare il vento: era la preghiera dei rami piegati.
Era la mia muta preghiera.Tace il labbro, sussurra il cuore che accelera il suo pulsare nel petto, confusa è la ragione.
Con occhi distratti, seguo un filo di seta che brilla controluce: una ragno tesse la sua mirabile tela.
Potrei distogliere lo sguardo e volar via.
Incauta e cosciente mi avvolgo nella tela: aspetto. 




          

08 giugno 2005

L'anima dell'uomo



Somiglia all’acqua, l’anima dell’uomo.
Scende dal cielo,
Risale al cielo,
Poi, nuovamente, è forza che ricada
Sovra la terra,
In susseguirsi di vicenda eterna.
Sgorga dall’alto strapiombo
Di rocciosa parete,
Lo zampillo purissimo; e, dissolto
Amabilmente in polverio di stille,
Come ondeggiar di nuvola digrada
Giù per la rupe liscia, che gli rende
Un tocco lieve: e con fruscio sommesso,
Fluendo avanza, in volitar di veli
Verso il profondo.
Ma s’impennan di contro alla caduta

Erti cinghi di roccia:
Spumeggia, allor, furente
Di balzo in balzo
Giù nell’abisso:
Poi, dentro il pianeggiante alveo percorre,
Placido fiume, la valle prativa;
S’apre in un lago; e nel tranquillo specchio
Bagnano il volto gli astri tutti quanti.
Ora, corteggia il vento
Graziosamente l’onde;
Ora, agitando i più profondi gorghi,
Ne trae schiumar di flutti.
Come all’acqua somigli, anima umana!
E tu, sorte dell’uomo,
Come somigli al vento!

                            
Wolfango Goethe



05 giugno 2005

Ascolta il passo breve

Ascolta, il passo breve delle cose
- assai più breve delle tue finestre -
quel respiro che esce dal tuo sguardo
chiama un nome immediato: la tua donna.
E' fatta di ombra e ciclamini,
ti chiede il tuo mistero

e tu non lo sai dare.
Con le mani
sfiori profili di una lunga serie di segni
che si chiamano rime.
Sotto, credi,
c'è presenza vera di foglie;
un incredibile cammino
che diventa una meta di coraggio.
                  

                               
   
Alda Merini  




                                    

                                                                            Franco  Accornero