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24 gennaio 2006

omaggio

Un omaggio gentile, un piccolo pensiero per il viandante che
voglia soffermarsi un po' qui da me.




"Dubita che le stelle siano fuoco, dubita che il sole si muova,
dubita che la verità sia mentitrice,
ma non dubitare mai del mio amore".

William Shakespeare



18 gennaio 2006

padre oggi

Non so se capita anche ad altri di svegliarsi con un pensiero insistente e con la sensazione che quel pensiero sia il frutto di una lunga e solitaria riflessione notturna.
Un pensiero che, nato di soppiatto prima di addormentarsi, cresce e si sviluppa anche contro la tua volontà. Bisognerebbe addormentarsi senza ripensare alle persone care, senza rivedere i loro volti, ripercorrendo a volte le tappe significative della loro esistenza, che s’intreccia con la tua e non ti consente di poter dimenticare.

17 gennaio 2006

splinder

E' semplicemente pazzesco quello che accade in questi giorni con Splinder:

Come volevasi dimostrare!!!

Non leggo questo post...


 - devo rifare continuamente il Log-in;
- leggo che qualcuno ha commentato, ma se clicco sui commenti non riesco a leggere quanto scritto;
- rispondo ugualmente, ma scompare anche il mio commento che però leggo in "preferiti";
- se leggo altri post e desidero lasciare un commento, mi dice di loggarmi ancora e poi ancora e poi...

Sinceramente non so se a riuscirò a postare quanto sto scrivendo in questo momento.
In tal caso, ne approfitterei per salutare da qui tutti gli amici, sperando che sia un problema di breve durata.
Buona giornata a tutti i passanti!


13 gennaio 2006

Non cercherò

Non cercherò più l’ Amore,
incontrandolo all’ improvviso 

lo respingerei
con tutte le energie,
dovessi annegare il mio cuore.
Rotolerò nella solitudine,
giocando con l’ illusione dei sogni,
assorbendo l’ essenza dei loro colori,
atti a ricostituire la mia anima.
Volterò le spalle all’ amore,
non risponderò al suo richiamo,
nessun rimpianto per 

ciò che avrebbe potuto essere,
solo una lacrima per ciò che è stato.



12 gennaio 2006

la voce del mare

Mi piacerebbe ascoltare solo la musica della natura.
Sì, oggi credo che ascolterei volentieri la voce del mare, unita al suo odore, ai suoi colori, lontana da ogni voce che rappresenti una contaminazione...



11 gennaio 2006

Hubble

I naviganti pare abbiano una nuova compagna, saranno
meno soli nelle lunghe notti.

Scoperta con il telescopio spaziale hubble
Una nuova compagna per la Stella Polare
Una piccola e debole stella nana brilla vicino all'astro,
noto dal dicottesimo secolo,
che da sempre indica il nord ai marinai. 

10 gennaio 2006

Ode ad una notte d'inverno


Quando l'oblio cresce come una colomba,
ti ricordo e il vento implacabile
grida tra gli alberi e penetra all'improvviso,
dalla nera gola del camino.
Arde il fuoco, lento e la solitudine sorpresa
va verso i suoi rotti alveari,
alta tra questi nostalgici arcani.
L'anima cerca calore tra gli antichi e divorati libri,
nel passaggio fuggitivo tra l'atrocità della terra;
e tanto ti ho amato che mi sembra dolce il passato,
le piogge e il freddo del tempo.


Guardo il mio sembiante qui con me, silenzioso e dritto,
e senza paura plasmo il mio pensiero su queste fiamme
se per caso muoio curando il fuoco, questa notte,
l'eternità e il mistero magico
dei miei antenati - io stesso- in piedi e soli
attorno a me.

E sistemo i miei gravi e aridi capelli,
la nuvola indifferente e ondulante;
nulla del nulla più chiuso e il desiderare,
nell'amare senza desiderio.
E penso a te, sognato, ed è mattino.

                                 Ricardo E. Molinari


09 gennaio 2006

Pensieri scombinati


Girando qui e là per la blogosfera, leggo malumori, delusioni, calcoli di counter e di commenti.
Qualcuno se la prende molto a cuore e scrive che sarebbe tentato di chiudere.
Altri affermano cose che hanno il sapore del veleno.
Personalmente mi chiedo il perché ho cominciato a scrivere e, rispondendo a questa domanda, dico che poco importa se ci sono molti visitatori, se ci sono molti commenti.

08 gennaio 2006

mi ricopro di musica

Sto tentando di bloccare l’ondata di tristezza che lentamente mi si rovescia addosso.
Non chiedermi perché lo faccio, non chiedermi perché la sento arrivare.
So che è lì, pronta a sommergermi, a rovesciarmi, a trascinarmi via nel vortice di sabbia, acqua, detriti.
Tento di aggrapparmi a qualcosa, un tentativo disperato per non cedere.
E questo cielo scuro, questo grigio che penetra nell’anima insieme con il gelo di questo giorno di gennaio, sono la tela e i colori di un quadro che dipingo con pennellate dell’anima.
Sono tentata di cedere completamente, forse mi farà bene, forse troverò nuove energie.
Pigramente mi alzo, scosto le tende, uno sguardo distratto ai passanti, al cielo livido, ai rami di pino che ondeggiano lenti.
C’è tanto silenzio intorno, solo una gatta in amore miagola nascosta in giardino; anche i miei passi sono leggeri, sembro scivolare per casa. Mi sorprendo ad osservare un’immagine allo specchio,  non  la riconosco, non sono io, non so chi sia.
Oppure sono le mie sembianze vere, quelle che normalmente non vedo.
Ma quegli occhi così pensosi, così improvvisamente scuri e profondi mi fanno un certo effetto, mi scrutano a fondo, ne ho quasi timore.
Distolgo lo sguardo, accendo lo stereo e, a volume bassissimo, ascolto gregoriano.
Mi metto in poltrona, mi ricopro di musica…
Sento salire qualcosa alla gola, il cuore sembra stia per esplodere, le gambe e le braccia non mi appartengono più; chiudo gli occhi e scivolo via con la musica, consapevole che questo senso di spossato benessere sarà anche troppo breve.



07 gennaio 2006

la speranza

“O abbiamo la speranza in noi, o non l'abbiamo; è una
dimensione dell'anima, e non dipende da una particolare
osservazione del mondo o da una stima della situazione.
La speranza non è una predizione, ma un orientamento
dello spirito e del cuore; trascende il mondo che viene
immediatamente sperimentato, ed è ancorata da qualche
parte al di là dei suoi orizzonti.”
                      


                                                           Vaclay Havel

La speranza mi ha guidata e sostenuta per tutto il periodo
natalizio.
Era l’ossigeno per la mente, era la forza per i muscoli,
era il sorriso da stampare sul viso, era la scolorina per
cancellare la paura dallo sguardo.
Oggi mi sento sollevata, posso riprendere a sorridere senza
finzioni.
 Dal profondo del cuore, sento di dover ringraziare Dio.
Non so trovare le parole giuste per farlo, ma lascio che mi
guardi nel cuore e legga tutta la mia gratitudine.



La speranza - George Frederic Watts

05 gennaio 2006

Se avess'io


Se avess'io levità di una fanciulla
invece di codesto, torturato,
pesantissimo cuore e conoscessi
la purezza delle acque come fossi
entro raccolta in miti-sacrifici,
spoglierei questa insipida memoria
per immergermi in te, fatto mio uomo.

Io ti debbo i racconti piu fruttuosi
della mia terra che non dà mai spiga.
e ti debbo parole come l'ape
deve miele al suo fiore.Perchè t'amo
caro, da sempre, prima dell'inferno
prima del paradiso, prima ancora
che io fossi buttata nell'argilla
del mio pavido corpo. Amore mio
quanto pesante è adducerti il mio carro
che io guido nel giorno dell'arsura
alle tue mille bocche di ristoro !

                                      Alda  Merini

29 dicembre 2005

Anno vecchio

Ti ho ascoltato con attenzione. Ho creduto di comprendere quanto mi sussurravi di giorno in giorno.
Forse qualcosa ho compreso  nei giorni del dolore, dell’impotenza.
Forse molto ho lasciato che si disperdesse come volute di fumo nel vento dell’indolenza.
Eppure siamo stati fianco a fianco, ci siamo intrecciati, abbarbicati l’uno all’altra quasi temendo la separazione.
Tu credevi di possedermi, io m’illudevo
di conoscerti, di padroneggiarti, di poter disporre di ogni tua ora, quasi dimentica che il tempo si colma e si vuota sgranandosi in filigrana di momenti vissuti, sabbia fine che inesorabile scivola nella clessidra.                  
E così adesso te ne vai.
E non so se quello che abbiamo vissuto appartenga a te, se io sono stata soltanto una compagna occasionale.
Mi sei scivolato accanto, hai segnato in modo indelebile, ma vai sicuro senza voltarti indietro.
Perché io sappia che non tornerai, perché impari ad accettare ogni giorno, ogni ora, ogni minuto.                            
Te ne vai, con la tua valigia zeppa di cose vissute, di sogni accarezzati, di speranze riposte, di attese silenziose.
Mi lasci qui, nello schiamazzo generale, nell’euforia delle speranze nuove, nell’incertezza di ciò che sarà.
Addio vecchio anno!



Capodanno (A. F. Gutris)
                      

19 dicembre 2005

Natale

Sto attraversando un momento particolare, per cui ho poco tempo da dedicare al blog e agli amici. Non sempre le cose vanno come vorremmo; tuttavia è necessario affrontarle per cercare di superare i momenti critici.
La poesia seguente rispecchia il mio sentire, ma mi manca il caldo buono e le quattro capriole di  fumo….

Non ho voglia                

di tuffarmi
in un gomitolo
di strade

Ho tanta
stanchezza
sulle spalle

Lasciatemi così
come una
cosa
posata
in un
angolo
e dimenticata

Qui
non si sente
altro
che il caldo buono

Sto
con le quattro
capriole
di fumo
del focolare

              G. Ungaretti

14 dicembre 2005

un tentativo

Oggi ho ripreso a gironzolare, a leggere qualche blog, a lasciare un breve saluto.
Pian piano tento di rimettere il naso fuori dal guscio...





13 dicembre 2005

Il cielo capovolto

Capita, ascoltando un brano, di non saper distinguere se sia canzone o poesia...




Che ne sarà di me e di te,
che ne sarà di noi?
L'orlo del tuo vestito,
un'unghia di un tuo dito,
l'ora che te ne vai...

Che ne sarà domani, 
dopodomani   

09 dicembre 2005

Rampicanti

                                             

                    
 Volendo aggrapparsi    
 al cielo,
 dei rampicanti
 tesi stretti
 invano abbracciano
 il nulla,
 gli si intrecciano:
 Infine si avvinghiano
 disperatamente
  l'uno contro l'altro.

                 Kikuo Takano - L'esistenza



05 dicembre 2005

libertà religiosa

Il Papa che mi fa riflettere sempre di più...L'accusa del Papa che ricorda la lezione del Concilio 40 anni dopo«Libertà religiosa minacciata dalla politica»«Anche dove è riconosciuta sulla carta, spesso viene ostacolata nei fatti
dal potere politico o dal relativismo culturale»
ROMA - La «libertà religiosa è ben lontana dall'essere ovunque effettivamente assicurata».
È l'accusa fatta oggi da Benedetto XVI prima della preghiera mariana dell'Angelus in piazza San Pietro.
Ricordando il documento dei padri conciliari sulla libertà religiosa, il Papa ha detto che «in alcuni casi essa è negata per motivi religiosi o ideologici; altre volte, pur riconosciuta sulla carta, viene ostacolata nei fatti dal potere politico oppure, in maniera più subdola, dal predominio culturale dell'agnosticismo e del relativismo».


                                                   

Benedetto XVI ha spiegato che le prime parole che danno il titolo al
documento approvato proprio 40 anni fa sono «dignitatis humanae»: «La libertà religiosa deriva dalla singolare dignità dell'uomo che, fra tutte le creature di questa terra, è l'unica in grado di stabilire una relazione libera e consapevole con il suo Creatore».

04 dicembre 2005

I giorni perduti

Qualche giorno dopo aver preso possesso della sontuosa villa, Ernst Kazirra, rincasando, avvistò da lontano un uomo che con una cassa sulle spalle usciva da una porticina secondaria del muro di cinta, e caricava la cassa su di un camion. Non fece in tempo a raggiungerlo prima che fosse partito. Allora lo inseguì in auto. E il camion fece una lunga strada, fino all'estrema periferia della città, fermandosi sul ciglio di un vallone. Kazirra scese dall'auto e andò a vedere.

01 dicembre 2005

25 novembre 2005

Violenza sulle donne

Oggi, 25 Novembre, è la Giornata Mondiale contro la Violenza sulle Donne

E’ da tempo che accenno con pudore al dolore che provo per il dilagare della violenza in generale e all’indifferenza che spesso l’accompagna.
In realtà non so se sia peggiore l’indifferenza o la curiosità morbosa per alcuni fatti di cronaca.
La violenza diventa spettacolo e riesce ad appassionare un consistente numero di persone.
Tuttavia il mio rattristarmi è nulla, non esiste se penso al dolore lacerante delle vittime.
Anche chi sopravvive alla violenza, rimane segnata per sempre.
La cosa più incresciosa è il continuo aumento del numero e l’orrore perché spesso le violenze sono consumate nell’ambito familiare.
Lascio i dati statistici alle testate specializzate; il mio è soltanto un pensiero, un riflettere digitando, nulla di più…















22 novembre 2005

Santa Cecilia

Oggi ricorre il nome di una santa a me molto cara...
La leggenda ci dice che convinse lo sposo Valeriano a lasciarla illibata e convertì anche il fratello Tiburzio. Il prefetto Almachio la condannò ad essere bruciata nella sua casa, ma ne uscì illesa, allora ordinò che fosse decapitata. Il carnefice colpì ben tre volte, ma Cecilia sopravvisse altri tre giorni cantando le lodi del signore con voce soavissima. Poiché dice la leggenda che si accompagnava di solito con l'arpa e il liuto, è la protettrice dei musicisti e, per estensione, dei cantanti.


 


Santa Cecilia  (Maderno)


Scolpita nel 1599, quando fu fatta la ricognizione della salma. Essa venne trovata nella posizione riprodotta dallo scultore. Il Maderno ha voluto anche mettere in risalto il taglio della spada sul collo e la posizione delle dita: tre aperte nella mano destra e un dito aperto nella sinistra. Stando alla tradizione, la santa volle indicare la sua fede nell'Unità e nella Trinità di Dio.

18 novembre 2005

Pensiero

 Lo tengo per vero, qualsiasi cosa accada; lo sento
quando più io soffro: è meglio aver amato e perso,
che non aver mai amato.

                                               Alfred Tennyson









August Rodin - Pensiero


10 novembre 2005

dove andiamo?

Qualcuno, probabilmente, dirà: mondo era, mondo è, mondo sarà!
Tuttavia non riesco a rimanere indifferente al susseguirsi di
manifestazioni di violenza, di intolleranza, di insofferenza.
Pare che persino la natura si stia ribellando, quasi voglia la sua
rivincita…


"Forse oggi l’obiettivo principale non è di scoprire che cosa siamo,
ma piuttosto di rifiutare quello che siamo. Dobbiamo immaginare e
costruire ciò che potremmo diventare."
(M. Foucault)

04 novembre 2005

Sonetto del dolce lamento


Temo di perdere la meraviglia
dei tuoi occhi di statua e la cadenza
che di notte mi posa sulla guancia
la rosa solitaria del respiro.

Temo di essere lungo questa riva
un tronco spoglio, e quel che più m'accora
è non avere fiore, polpa, argilla
per il verme di questa sofferenza.

Se sei tu il mio tesoro seppellito,
la mia croce e il mio fradicio dolore,
se io sono il cane e tu il padrone mio

non farmi perdere ciò che ho raggiunto
e guarisci le acque del tuo fiume
con foghe dell'Autunno mio impazzito.



                               Federico Garcia Lorca

26 ottobre 2005