12 settembre 2005

Paura d'invecchiare?

Qualche tempo addietro, qualcuno mi ha detto che sto attraversando una crisi tipica di chi ha paura d’invecchiare.
Ora, non sono in grado di analizzare tutte le sfaccettature, ma provo a riflettere su due punti:
- dare una svolta decisiva al mio vivere quotidiano;
- continuare ad accogliere gli eventi come capitano, mantenere lo status quo.
Nel primo caso significherebbe porre in essere una tensione continua per aspirare a qualcosa di molto grande, impegnare ogni energia per raggiungere la meta.
E, sinceramente, questo non mi sembra aver paura d’invecchiare. Anzi, mi sembra ritrovare una vitalità nascosta o male incanalata.
Nel secondo caso, invece, significherebbe continuare a vivere le inquietudini, gli alti e bassi dovuti ad  eventi esterni o a persone che, in qualche maniera, interagiscono con la mia vita.
Vivere gioie,  delusioni, dolori, ansie come sempre, senza però riuscire a controllare nulla o almeno a finalizzare l’ondata di emozioni.
Non mi sembra che questo secondo modo rappresenti una eterna giovinezza.
Forse, sbaglio e forse no.
Certo, sentirsi vivi perché ogni dolore ti squarcia il petto, perché ogni gioia ti allarga il cuore, ogni emozione ti fa vibrare… è facile sentirsi vivi in questo modo. Ma è anche un lasciarsi vivere, un lasciarsi trascinare dalla corrente degli eventi, equivale a sentirsi una barca senza remi.
Il primo caso mi sembra molto difficile, ambizioso. Una scelta che spesso crea il vuoto intorno; ma non mi sembra una scelta da rinunciataria, né la paura di affrontare il naturale epilogo della vita di ogni creatura vivente.
Che labirinto la mente umana!