31 maggio 2005

imparare a sognare






Penso che le cose più grandi della vita succedono nei tuoi sogni.
Insegnerei ai nostri bambini ad imparare a sognare piuttosto
che imparare a ricordare.
Perché ciò che è importante non è quello che è successo, ma quello
che potrebbe succedere.
E per questo motivo devi essere pronto a sviluppare
la tua immaginazione e permetterti

di avere un sogno di giorno e di notte.

                                                                           Shimon Peres


30 maggio 2005

Amarantine





You know when you give your love away
It opens your heart, everything is new
And you know time will always find a way
To let your heart believe it's true

29 maggio 2005

gli inconvenienti dell'impulsività


Si racconta di una coppia di colombi, i quali ammassavano chicchi di grano per riempirne il  nido. Il maschio disse:
” E’ l’inizio dell’estate; v’è molta erba nei campi. Conserviamo codesto grano affinché d’inverno, quando nulla rimane nella campagna, esso ci consenta di sopravvivere”.
Poiché la femmina era d’accordo, così fu deciso.
Quando raccolsero il grano, era umido. Ne colmarono un recipiente. Allorché giunse l’estate, il calore dell’aria agì sul grano, essiccandolo, cosicché il recipiente sembrò vuotarsi.
Il colombo era assente. Al ritorno vide il grano diminuito di livello e disse:
“Questo era destinato al nostro sostentamento per l’inverno; perché l’hai mangiato?”.
La colomba ebbe un bel negare; tutto fu inutile: il compagno non le credette e la beccò tanto da farla morire.
Poi, nella stagione invernale, quando le piogge si susseguirono, il grano assorbì l’umidità e il recipiente tornò a riempirsi. Il colombo comprese qual era stata la causa della diminuzione e si disperò; gemeva dicendo :
” E’ terribile che il pentimento sia senza profitto”.
Bisogna che l’uomo ragionevole non permetta a se stesso di agire precipitosamente nella violenza e nella punizione, affinché, come questo colombo, non si trovi duramente colpito dal bruciore dell’irreparabile.
                                      Naçr-Ollah

Lo scrittore nato probabilmente nello Sciraz (metà del XII sec.), tradusse e adattò in lingua persiana una celebre raccolta di racconti di animali, che attraverso la versione araba, si divulgò in Oriente e in Occidente. Il racconto sopra riportato, in Iran è considerato testo di lingua.

27 maggio 2005

L’alba


La pallida luce della stella,all’alba,è il bacio d’addio della notte sulle guance fresche del mattino dagli occhi assonnati.

                                Rabindranath Tagore
  


26 maggio 2005

L’ aquila ferita


Un giorno, da una roccia, un’aquila prese il volo; per raggiungere la preda spiegò le ali, orgogliosa di vederle così diritte, e diceva: ”Sotto la mia ala, oggi tengo l’universo! Il mio sguardo penetrante, quando arriva allo zenit, potrebbe scorgere anche un capello, fosse pur questo negli abissi del mare. Un moscerino non potrebbe agitarsi in cima a un filo d’erba, senza che il mio sguardo sorprendesse questo impercettibile moto. Chi potrebbe, come me, spaziare  per il vasto mondo? Ne sarebbero capaci il grifo e la fenice?”.
D’improvviso, un abile arciere ch’era in agguato, scoccò verso l’aquila la freccia del destino.
L’ordigno omicida si conficcò nell’ala, divelse dal cielo l’uccello per scaraventarlo a terra.
Il misero, palpitante, appiattito come un pesce, riaprì gli occhi e guardò in ogni senso. Fu stupìto di vedere che un ferro in cima a un’asta era la causa di quel rapido sbalzo, impetuoso e decisivo. Ma osservando ci vide le sue proprie penne.
Allora esclamò: “ E di che mi lagno? Ciò che m’ha ferito proviene da me stesso”.
O principe! Vedete l’avventura dell’aquila: essa era orgogliosa. Rinunciate all’orgoglio!

Nagir-E’  Hrosrow  (filosofo e poeta dell’Iran)



25 maggio 2005

bisogno di...

Questa mattina non mi va di scrivere nulla di particolare.
Mi limito a leggere qualche blog, a lasciare alcuni messaggi... lievi tracce di me.
Pigrizia? Forse!
O forse dopo un periodo così lungo di silenzio, di dialogo attraverso il monitor e qualche telefonata, sento anche io (strano a dirsi) il bisogno di voci, il bisogno di occhi in cui tuffarsi.
Sì, ho necessità di cambiare qualcosa!



24 maggio 2005

epitaffio

Leonida da Taranto, poeta della scuola alessandrina (280 a.C. circa), seppe esprimere l’amore per la vita solitaria, nascosta, ha rappresentato la malinconia del tempo.
Secondo Leonida, la felicità è nella tranquillità; e si trova tranquillità solo se ci si accontenta di una vita modesta e ritirata. L’aurea mediocritas latina, sembra essere il suo ideale.
Condusse una vita povera e pacifica, nei suoi versi spesso ci sono riferimenti ai campi, alla facilità di soddisfare i propri bisogni con poco.
Persino dopo la morte desiderò rimaner piccolo e nel contempo di conoscere le pure gioie che offrono i campi.
Ecco alcuni versi di Leonida, nei quali il poeta, sotto il nome di Clitagora, esprime i suoi ultimi desideri.


Pastori, che solitari errate sui dossi dei monti
I vostri greggi pascendo e le pecore molto lanute,
A Clitagora, nel nome di Gea, piccol ma dolce favore
Per riguardo a Persefone, degl’inferi dea, gli otterrete.
Le pecore belino presso a me e su una polita pietra
Il pastore alle pascolanti suoni la dolce zampogna;
Quando verrà primavera, colga dei fiori di prato
Il campagnolo ed una corona sulla mia tomba deponga.
Del latte di una pecora, madre di belli agnellini
- Turgide le mammelle avrete esplorate a dovere -
Si asperga la mia tomba inumidendo la base:
Scambi di doni vi sono anche fra i morti e i viventi.



23 maggio 2005

Il pane di stelle


Il pane è qui, sopra le mie ginocchia

e le stelle da me son lontanissime.

Io mordo il pane contemplando gli astri,

e, perduto nel sogno,

incredibilmente,

mangio le stelle.

                     Oktay Rifat



22 maggio 2005

data indimenticabile



una data, mille ricordi, un'immagine per sintesi...
s'ammanta di nero la regina odorosa
e mesta s'appresta al calar della sera...




21 maggio 2005

la bellezza

La Bellezza è una forma del Genio, anzi, è più alta del Genio
Perché non necessita di spiegazioni.
Essa è uno dei grandi fatti del mondo, come la luce solare,
la primavera, il riflesso nel''acqua scura di quella conchiglia
d'argento che chiamiamo luna.
Non può essere interrogata: regna per diritto divino.


                                                           Oscar Wilde

                                         

19 maggio 2005

Brevità della vita

La maggior parte dei mortali, o Paolino, si lagna per la cattiveria della natura, perché siamo messi al mondo per un esiguo periodo di tempo, perché questi periodi di tempo a noi concessi trascorrono così velocemente, così in fretta che, tranne pochissimi, la vita abbandoni gli altri nello stesso sorgere della vita.

17 maggio 2005

Marta


Marta aspettava ancora, aspettava sempre, sembrava nata per aspettare.


Così dolce, così sensibile, così bisognosa d’amore, rifiutava di dare un taglio drammatico alle storie che si affacciavano nella sua vita.
Eppure sapeva con certezza che gli uomini la ingannavano, li osservava con attenzione, raramente reagiva mettendoli con le spalle al muro; provava quasi  piacere a far credere che potessero ingannarla, si mostrava sempre comprensiva, serena, allegra e spiritosa al momento giusto.
Ogni sua accondiscendenza era un colpo di bisturi alla sua anima, ma solo lei sapeva tutto questo.

16 maggio 2005

scrivere

«Scrivere significa tirare i remi in barca, tirare la rete,
anche se ci rimane solo un pesciolino. Finché la rete sta
sommersa,
tutto è possibile, ma nulla ancora esiste.» 


                                                                             Ottiero Ottieri


Perché questo bisogno di scrivere, di raccontare e raccontarsi?
Perché percorrere questo nuovo sentiero?
Forse la consapevolezza di essere in balìa delle onde, forse la stanchezza di remare sempre controcorrente.
Meglio ancora, il bisogno di conoscere cosa è rimasto impigliato nella rete, immersa nell’oceano della vita.
Tirare i remi in barca è una resa, è guardare il poco che rimane…
Qualcosa si ribella ancora.
No, non sono pronta per il consuntivo!
Sento ancora impellente il bisogno di vivere, forse perché sento che in quella rete c’è troppo poco, forse perché mi piace lasciarmi cullare dalle onde…
E, dunque,  che senso ha il mio scrivere?
Forse soltanto un appuntare  pensieri, un metterli in qualche ordine, per seguire i percorsi della mente.



15 maggio 2005

la somma = zero

Oggi tanti pensieri sommati nella mente equivalgono a zero; sfoglio le idee, i pensieri, le notizie: via via li elimino.
Voglio evitare la morsa dolorosa alla bocca dello stomaco, desidero godermi il lieve volo di un insetto stordito 
dal profumo delle rose, la coccinella che passeggia sulla mia mano…



13 maggio 2005

Oh, mirabil, profondo silenzio

Oh, mirabil, profondo silenzio,
come soli si è ancora al mondo!
Le foreste s’inchinano appena,
come se terre tranquille calcasse il Signore.
Io mi sento rinato:
dove sono miserie e dolori?
Di ciò che sol ieri voleva fiaccarmi
nelle luci dell’alba ho vergogna.
Il mondo con sue gioie e tormenti
voglio or sol, pellegrino gaudioso,
traversar come un ponte con Te,
Signore, mi guidi sul fiume del tempo.
E se, bramoso di plauso terreno, il mio canto
della vanità cerca futil compenso,
infrangimi l’arpa, e tremando
a Te di fronte tacerò in eterno!
                       Joseph Von Eichendorff

Nato a Lubowitz nell’Alta Slesia nel 1788, fu novelliere delicato e non meno delicato poeta: tipico rappresentante della lirica romantica tedesca


12 maggio 2005

a ruota libera

Ed ecco imrovvisamente cambio idea; avrei voluto un post bello, significativo e invece mi trovo a scrivere di getto senza conoscerne con precisione il senso... 
voglia di andare a ruota libera, desiderio infantile e per nulla encomiabile, di prendere a pernacchie questa lunga sequela di fatti negativi, resi ancor più negativi da una parte e quasi grotteschi dall'altra, da "aiuti professionali"...
oggi, almeno oggi, voglio consetirmi di uscire dal cerchio, saltare e, se non posso volare, almeno guardo dall'esterno e... rido. 

quello che è ancora più straordinario è che il mio ridere è pieno: rido con gli occhi, con il cuore, rido perchè mi fa bene... devo volermi bene!Prrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrr

10 maggio 2005

sogni

Somnia ne cures, nam mens humana
quod optat, dum vigilat sperat,
per somnum cernit id ipsum.




Non badare ai sogni: ciò che la mente umana desidera,
quando è sveglia lo spera, nel sogno lo vede realizzato.   


Catone il censore

09 maggio 2005

La fine del viaggio terrestre

 L’ULTIMA POESIA

Il termine. La vetta di quella scoscesa serpentina ecco si approssimava, ormai era vicina,ne davano un chiaro avvertimento i magri rimasugli della tappa pellegrina su alla celestiale cima poco sopra, alla vista, che spazio si sarebbe aperto dal culmine raggiunto, immaginarlo già era beatitudine concessa più che al suo desiderio, al suo tormento,sì l’immensità, la luce, ma quiete vera ci sarebbe stata,lì avrebbe la sua impresa avuto il luminoso assolvimento da se stessa nella trasparente spera o nasceva una nuova impossibile scalata questo temeva, questo desiderava.

                                        Mario Luzi 

08 maggio 2005

festa della mamma




Il cuore di una madre è un abisso in fondo al quale si trova
sempre un perdono.
     ( 
Honorè De Balzac)





maternità
Laura Bargilli



06 maggio 2005

viaggio a primavera inoltrata



L’auto confortevole filava veloce e silenziosa sull’asfalto assolato. Dal finestrino scorrevano immagini in un susseguirsi di colori vivaci. Laura si sistemò meglio sul sedile,  allungò le gambe per godersi in completo relax quello splendore naturale: tappeti di verde brillante, macchiati da larghe chiazze di papaveri rossi, qualche albero di Giuda ricoperto di fiori e alberi ombrosi. Sul ciglio stradale margherite gialle gareggiavano con iris sporadici e slanciate ginestre, mentre i papaveri leggeri oscillavano al passaggio delle auto

05 maggio 2005

Cicerone



Diligere oportet quem velis diligere

(Bisogna scegliere chi si vuole amare)




04 maggio 2005

pensieri



Pensieri, pensieri, pensieri...
Rimugino sulle cose..
Mi guardo dentro...
Riconsidero..
Occorre una pausa
di
riflessione

03 maggio 2005

farfalla

Strane sensazioni, bisogno di silenzio, bisogno di non raccontarmi...Probabilmente sospenderò...
vorrei essere una farfalla, volare via leggera e perdermi nell'azzurro...