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30 marzo 2015

Cogli questo piccolo fiore

Questa poesia mi ha sorpresa e l'ho riletta sgranando gli occhi perché credevo fosse un mio vecchio scritto; ovvio che non può esserlo.
Ma ciò dimostra che le affinità esistono e Tagore è un autore che leggo molto volentieri.



Cogli questo piccolo fiore e prendilo.
Non indugiare!
Temo che esso appassisca
e cada nella polvere.

Non so se potrà trovare posto
nella tua ghirlanda,
ma onoralo
con la carezza pietosa della tua mano
e coglilo.

Temo che il giorno finisca
prima del mio risveglio
e passi l’ora dell’offerta.

Anche se il colore è pallido
e tenue è il suo profumo
serviti di questo fiore finché c’è tempo
e coglilo.

           Rabindranath Tagore

17 febbraio 2015

carnevalesca-mente


In questi ultimi tempi ho accumulato tanta stanchezza nella mente e nelle ossa che me ne starei molto volentieri in ozio.
Insomma oggi, rispolverando un vecchio detto (forse inteso male), sono un "carnevale".
Domani mi cospargerò il capo di cenere :(


La parola CARNEVALE deriva dal latino " carnem levare "(eliminare la carne ) che anticamente indicava il banchetto che sì teneva l'ultimo giorno di carnevale (martedì grasso), subito prima del periodo di astinenza e digiuno della Quaresima.

Il Carnevale,  era il trionfo di una sorta di liberazione temporanea della verità dominante e dal regime esistente, l'abolizione provvisoria di tutti i rapporti gerarchici, dei privilegi, delle regole e dei tabù. Era l'autentica festa del tempo, del divenire, degli avvicendamenti e del rinnovamento. Si opponeva ad ogni perpetuazione, ad ogni carattere definitivo e ad ogni bene.
(Michael Bachtin)

Durante il Carnevale, l'uomo mette sulla propria maschera una maschera di cartone.
(Xavier Forneret)


Verso la fine della vita  Tutti si tolgono la maschera. 
Allora si vede chi erano veramente .
(Arthur Schopenhauer)



30 gennaio 2015

I GIORNI DELLA MERLA

Con l'espressione “Giorni della Merla” siamo soliti identificare le tre giornate più fredde dell'anno che, secondo la tradizione, cadono il 29, 30 e 31 gennaio. Si tratta di una tradizione che non ha una provenienza accertata. Per alcuni questa espressione ha avuto origine da un leggendario episodio in cui una merla di colore bianco con i suoi piccoli uccellini, per ripararsi dal grande freddo si rifugiò in un camino e, quando venne fuori il 1° febbraio, era tutta nera, completamente ricoperta di fuliggine. Afferma la leggenda che, da quel giorno, tutti i merli furono neri.
Esiste un'altra leggenda, che ha sempre come protagonista una merla completamente bianca e la personificazione di Gennaio, freddo e gelido.
Gennaio era un mese un po' dispettoso, perché si divertiva a ricoprire il terreno di neve e gelo non appena la merla si decideva a mettere il becco fuori dalla tana per procurarsi del cibo. Stufa di questi scherzi, un anno la merla decise di raccogliere molto cibo, in modo da resistere per un mese intero chiusa nella sua tana. Gennaio, che fino a quel momento durava solo 28 giorni, si indispettì e per punire la merla, aggiunse tre giorni al suo mese e fece scendere sulla Terra il freddo, accompagnato da neve e vento. Presa alla sprovvista, la merla trovò un rifugio di fortuna in un camino e, terminati i tre giorni, ne uscì tutta nera. E fu così che i merli divennero tutti neri.

Insomma, esistono molte spiegazioni per un'espressione usata comunemente nella lingua italiana.

merlo bianco
                   


27 gennaio 2015

il giorno della memoria



Dal diario di Anna Frank
Così scriveva Anna pochi giorni prima che i tedeschi irrompessero nell' alloggio segreto....
15 luglio 1944
..."Ecco la difficoltà di questi tempi: gli ideali, i sogni, le splendide speranze non sono ancora sorti in noi che già sono colpiti e completamente distrutti dalla crudele realtà. È un gran miracolo che io non abbia rinunciato a tutte le mie speranze perché esse sembrano assurde e inattuabili. Le conservo ancora, nonostante tutto, perché continuo a credere nell’ intima bontà dell’uomo. Mi è impossibile costruire tutto sulla base della morte, della miseria, della confusione. Vedo il mondo mutarsi lentamente in un deserto, odo sempre più forte il rombo l’avvicinarsi del rombo che ucciderà noi pure, partecipo al dolore di milioni di uomini, eppure, quando guardo il cielo, penso che tutto volgerà nuovamente al bene, che anche questa spietata durezza cesserà, che ritorneranno l’ordine, la pace e la serenità. Intanto debbo conservare intatti i miei ideali; verrà un tempo in cui forse saranno ancora attuabili.
la tua Anna"
Ecco, nonostante tutto, riuscire a guardare il cielo e sperare che la durezza e la stupidità umana possano cessare...

29 novembre 2014

scorre il tempo

Nello scorrere del tempo non ci è dato di poter scegliere e fermare.
Esso continua ad andare regalandoci una varietà infinita di momenti e di sensazioni.
E quest'autunno è così intenso che vorrei poterlo trattenere.

Non v'è tristezza nella consapevolezza che l'inverno è alle porte; al contrario c'è la gioiosa gratitudine per ogni giorno di sole ben sapendo che uno scroscio violento potrebbe arrivare improvviso.
Mi lascio avvolgere dal tepore e i colori accarezzano i pensieri spennellandoli qua e là di ricordi...
La mente si distende in un crescendo tranquillo stemperandosi in dolcezze improvvise e inquietudini che adombrano per lo spazio di un soffio di vento: e le foglie cadono una ad una.
Si spoglia la natura e mostra rami secchi protesi verso il cielo.
Quanta pace in questo lento denudarsi.
Quanta serenità nel prepararsi ad accogliere la nuova fredda stagione.
Similitudini...


17 novembre 2014

Pensiero d'autunno

Fammi uguale, Signore, a quelle 
foglie moribonde che vedo oggi 
nel sole tremar dell'olmo sul più alto ramo.
Tremano sì, ma non di pena: è tanto
limpido il sole, e dolce il distaccarsi
dal ramo, per congiungersi sulla terra.
S'accendono alla luce ultima, cuori
pronti all'offerta; e l'angoscia, per esse,
ha la. clemenza d'una mite aurora.
Fa' ch'io mi stacchi dal più alto ramo
di mia vita, così, senza lamento,
penetrata di Te come del sole.

                                          Ada Negri




06 ottobre 2014

a volte nel web

Oggi mi sono imbattuta in una lettura gradevole "Sogno e realtà" sul blog Manuale di Mari
Ringrazio l'autore che seguo da tempo

05 ottobre 2014

l'autunno

Non mi va di aggiungere nulla su questa stagione piena di malinconia...
Oggi io stessa mi sento autunno





01 settembre 2014

Settembre

Qualche acciacco in più
Qualche nuvola in più
E un velo di malinconia


Sconfitti-Esasperatismo di Stelvio Gambardella


01 agosto 2014

Agosto

Si è concluso un luglio "anomalo" denso di cambiamenti meteo che hanno messo a dura prova le mie articolazioni e non solo.

Pur volendo far finta di nulla, nella testa rimbalzano le notizie della cattiveria umana e vorresti urlare per fermare le guerre, per spegnere l'odio...
Alla fine sai che puoi fare ben poco e preghi e speri che qualcuno rinsavisca,
Così, per ingannare il tempo e per lasciare una qualche traccia dei tuoi pensieri rivisiti il blog e butti giù qualche parola...






01 luglio 2014

Luglio

Ormai è diventato un rituale creare un acrostico per ogni mese,
Forse mancanza di fantasia oppure poca voglia di raccontarmi!
....



21 giugno 2014

Verso controverso - Montale

Connubio perfetto fra musica, parole e immagini. Questo video ha saputo dare risalto con stile ed eleganza al pensiero dell'ultimo Montale. Il brano musicale è magnifico e rende pienamente il senso della poesia in cui la fede, scaturita dall'amore terreno, irrompe e riesce a dare un senso persino alla visione più disincantata e tormentata dell'esistenza umana.



21 maggio 2014

Ciò che sto tentando di comunicarti


"Ciò che sto tentando di comunicarti non è qualcosa che mi è stato detto a parole, bensì una sorta di musica che ho ascoltato: è il suono creato dall'acqua che scorre, dal vento che soffia fra i pini, dal canto degli uccelli, dal silenzio della notte, dalla danza dei raggi di sole! È diffusa ovunque, ma si tratta di una musica: se non sei in grado di comprenderla, non riuscirai a capire ciò che dico, e continuerai a fraintendermi" 
                      Osho


13 maggio 2014

Onde


Qui è la lotta con se stesso del mare
che nelle cale livide si torce
si svelle dalla sua continuità,
s’innalza, manda un fremito e ricade.
Il mare, sai, mi associa al suo tormento,
il mare viene, volge in fuga, viene,
coniuga tempo e spazio in questa voce
che soffre e prega rotta alle scogliere.


                                             Mario Luzi




11 maggio 2014

Ho sceso dandoti il braccio

Ho sceso, dandoti il braccio, almeno un milione di scale
E ora che non ci sei è il vuoto ad ogni gradino.
Anche così è stato breve il nostro lungo viaggio.
Il mio dura tuttora, né più mi occorrono
Le coincidenze, le prenotazioni,
le trappole, gli scorni di chi crede
che la realtà sia quella che si vede.
Ho sceso milioni di scale dandoti il braccio
Non già perché con quattr’occhi forse si vede di più.
Con te le ho scese perché sapevo che di noi due
Le sole vere pupille, sebbene tanto offuscate,
erano le tue.

               E.  Montale

Klimt  Maternità


16 aprile 2014

basta un germoglio

Quando non riesci in alcun modo a indossare un sorriso e ti sforzi affinché tutto appaia normale.
Quando non c'è musica che che possa carezzare il tuo udito e da lì trovare un cunicolo per arrivare fino all'anima.
Quando tutto diventa greve e d'improvviso ti accorgi che la delicatezza del tuo sentire sa trasformare in poesia la cosa più banale e ti basta vedere spuntare un germoglio attraverso l'asfalto per riprendere a camminare in modo più spedito...




13 aprile 2014

Anche oggi sarà la mia storia


Anche oggi sarà dentro la storia

della mia vita. Ma non era l'oggi

che io volevo quand'ero bambina:

oggi è un oggi diverso, senza grida,

afono e grigio come una fontana.

Oggi è l'oggi di ieri manifesto

solo nel mio respiro prigioniero:

o larghe nubi come fonderei

volentieri il mio passo

dentro quel cielo che racchiude tutta

tutta l'avversità del mio destino.


                                     Alda Merini


10 aprile 2014

cammino...


Cammino su erbe lussureggianti di insetti, fastidiosi momenti da scacciare  con manate simili a pale di mulini a vento.

Grigiore del cielo oscurato da pensieri grevi, nubi che non sanno piovere e serbano scariche di elettricità.

Brontola in sordina la rabbia dell'impotenza.