08 giugno 2005

L'anima dell'uomo



Somiglia all’acqua, l’anima dell’uomo.
Scende dal cielo,
Risale al cielo,
Poi, nuovamente, è forza che ricada
Sovra la terra,
In susseguirsi di vicenda eterna.
Sgorga dall’alto strapiombo
Di rocciosa parete,
Lo zampillo purissimo; e, dissolto
Amabilmente in polverio di stille,
Come ondeggiar di nuvola digrada
Giù per la rupe liscia, che gli rende
Un tocco lieve: e con fruscio sommesso,
Fluendo avanza, in volitar di veli
Verso il profondo.
Ma s’impennan di contro alla caduta

Erti cinghi di roccia:
Spumeggia, allor, furente
Di balzo in balzo
Giù nell’abisso:
Poi, dentro il pianeggiante alveo percorre,
Placido fiume, la valle prativa;
S’apre in un lago; e nel tranquillo specchio
Bagnano il volto gli astri tutti quanti.
Ora, corteggia il vento
Graziosamente l’onde;
Ora, agitando i più profondi gorghi,
Ne trae schiumar di flutti.
Come all’acqua somigli, anima umana!
E tu, sorte dell’uomo,
Come somigli al vento!

                            
Wolfango Goethe