09 maggio 2005

La fine del viaggio terrestre

 L’ULTIMA POESIA

Il termine. La vetta di quella scoscesa serpentina ecco si approssimava, ormai era vicina,ne davano un chiaro avvertimento i magri rimasugli della tappa pellegrina su alla celestiale cima poco sopra, alla vista, che spazio si sarebbe aperto dal culmine raggiunto, immaginarlo già era beatitudine concessa più che al suo desiderio, al suo tormento,sì l’immensità, la luce, ma quiete vera ci sarebbe stata,lì avrebbe la sua impresa avuto il luminoso assolvimento da se stessa nella trasparente spera o nasceva una nuova impossibile scalata questo temeva, questo desiderava.

                                        Mario Luzi