18 marzo 2005

Lunghe notti d'inverno


Lunghe notti d’inverno, di mia vita aguzzine,
datemi un po’ di tregua, lasciatemi dormire.
Il vostro sol nome, fremere e trasudare
mi fa tutto il corpo, tanto siete crudeli.
Neppure un poco il sonno sfiora con le sue ali
gli occhi miei sempre aperti, e non posso posare
Palpebra sopra palpebra; non faccio altro che gemere
soffrendo come Issione sempiterni tormenti.
Della terra ombra antica; anzi, ombra d’inferno,
tu m’hai coperto gli occhi con catene di ferro
struggendomi nel letto irto di punte;
per scacciare il dolore conducimi la morte.
o morte, comun porto, degli uomini conforto,
vien, sotterra i miei mali, ti prego a mani giunte!

                                     
 Pierre De Ronsard